Economia Circolare: Uno stile di vita sostenibile da “8 erre”

Economia Circolare:

Uno stile di vita sostenibile da “8 erre”

di Gabriele Mancusi

Con la prossima approvazione del cosiddetto “recovery plan”, ovvero il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), l’economia circolare potrebbe diventare realmente realtà.

Ma cos’è questo PNRR e in che cosa consiste l’economia circolare?

Il primo, in breve, è un documento governativo italiano di distribuzione dei fondi europei del “Next Generation” per il nostro paese, affinché attraverso una strategia economica e sociale si proceda a risollevarsi dalla pandemia di covid-19. Il Piano si articolerà in sei missioni: digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura; rivoluzione verde e transizione ecologica; infrastrutture per una mobilità sostenibile; istruzione e ricerca; inclusione e coesione; salute. La distribuzione dei 191,5 miliardi di fondi previsti investono, per la prima volta, un’area specifica: la rivoluzione verde e transizione ecologica per un terzo de suo totale. Nella partizione dei fondi per le 6 aree sopraelencate, la “svolta green” dell’Italia, appare molto realistica: saremo davvero capaci di investire in maniera sostenibile 59 mld di euro (fondi per la transizione ecologica)? Nella bozza del PNRR italiano si leggono i seguenti dati (da pagellapolitica.it1):

La ridistribuzione del PNRR appare, come nel grafico qui di fianco, molto simile tra i due ultimi governi, ma è cambiato il fondo iniziale: 222mld governo Conte e 191,5mld con Draghi.

Il ministro della transizione ecologica (ex dicastero dell’ambiente MATTM) R. Cincolani in merito al processo di” passaggio verde” di cui è ministro, ha dischiarato:

 

«La transizione va oltre il concetto consolidato di ecologia, […] dobbiamo pensarla non solo dal punto di vista dell’ambiente, ma dobbiamo pensare all’ecologia della mente, della società, […] Quindi: la visione è globale, ma le soluzioni devono essere innestate nel tessuto locale»

Il processo di “transizione” di cui parla il ministro, va al di là di una serie di investimenti concreti (di seguito descritti): coinvolge infatti una visione globale “innestate nel tessuto sociale locale”. In parole povere, “vivere sostenibile” va al di là degli ingenti investimenti previsti dal Next Generation. Noi cittadini, infatti, dobbiamo iniziare a cambiare il nostro stile di vita ed usufruire dei servizi che il Paese mette a disposizione per agevolarci a farlo.

 

Dell’intera somma di 59mld, destinata alla rivoluzione verde, sono previsti i seguenti investimenti*:

– costruzione di piste ciclabili: 1000 km (in città) + 1626 km (turistiche);

– 29,3 miliardi per migliorare l’efficienza energetica e riqualificazione degli edifici;

– 15 miliardi per la tutela e valorizzazione del territorio e della risorsa idrica;

– 18,2 miliardi per la transizione energetica e mobilità locale sostenibile;

– 6,3 miliardi per progetti su impresa verde ed economia circolare

– Rientra anche la decarbonizzazione dell’ex Ilva

 

 

 

*i dati si riferiscono alla precedente ripartizione dei fondi (da “Recovery plan, 68,9 miliardi alla rivoluzione verde e transizione ecologica” – Nuovaecologia.it 13.01.2021),

 

L’ economia circolare si vede, dunque, protagonista della ripresa del nostro paese dalla pandemia di corona virus, ma effettivamente in cosa consiste, che origini ha questo tipo economia? Essa si basa sul concetto filosofico, nonché economico appunto, della cosiddetta “decrescita felice”.

Teorizzata da Serge Latouche, economista e filosofo francese, consiste in un abbassamento (DECRESCITA) indotto della crescita economica come scelta politica virtuosa per una società più equa ed ecologicamente sostenibile. È quindi una forma di economia che si basa su una ricerca essenzialistica dei beni economici senza sprecare o abusare le risorse a cui si riferisce.

I princìpi, affinché il nostro stile di vita economico e sociale sia ecosostenibile, sono le cosiddette ”8 erre”. Rispettivamente: rivalutare, ristrutturare, rilocalizzare, restituire, ridurre, riutilizzare, riciclare e ricontestualizzare.

Se applicassimo queste “erre” quotidianamente, si applicherebbe realmente la teoria della decrescita felice di S. Latouche.

Ne esistono alcuni esempi concreti: il progetto nazionale della Legambiente ECCO3 e il re-hub lucano di Scambiologico4 di cui gli obbiettivi sono i seguenti:

a) diffondere conoscenze ed informazioni in tema di prevenzione, riutilizzo e riciclo dei rifiuti;

b) aumentare la consapevolezza dei consumatori ed enti locali riguardo la possibilità di ridurre i rifiuti attraverso il loro riutilizzo o con l’acquisto di prodotti rigenerati;

c) favorire la nascita di nuove attività economiche legate all’economia circolare attraverso lo sviluppo di un sistema di mercato per i beni di “seconda vita”;

d) accrescere l’occupabilità e competitività dei giovani nel settore dell’economia circolare, favorendo l’inserimento nel mercato del lavoro di persone socialmente deboli;

e) contribuire al miglioramento della qualità ambientale all’interno delle città, riducendo la quantità dei rifiuti urbani attraverso la promozione del riutilizzo e del riciclo;

f) sperimentare nuove forme di inclusione e innovazione sociale fondate sul concetto di community welfare che, attraverso la creazione di community che promuovono lo scambio e il riuso di beni non utilizzati, favoriscono l’integrazione e la coesione sociale.

2 Otto storie sulle 8 erre

3 Economie Circolari di COmunità per la rigenerazione ambientale, sociale e culturale è finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, di più qui: https://www.legambiente.it/articoli/ecco-economie-circolari-di-comunita/ 4 https://www.scambiologico.it/chi-siamo/

Nei 13 centri per l’economia circolare di comunità, in quello di Potenza uno dei due progetti ha visto protagonisti alcuni volontari di tutte le età confrontarsi con i rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) rigenerando vecchi PC. Il progetto promosso da Legambiente Basilicata, svolto all’interno del centro di formazione potentino, è stato svolto in collaborazione con la nostra azienda: qui il video conclusivo del corso con l’intervista dei protagonisti e del “prof” https://fb.watch/53Y8cJFrCR/

Come dimostrato da questo progetto, l’applicazione delle 8 erre non è complicato se ci impegniamo realmente nel farlo, credendoci!

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I vantaggi che otterrai con bitwo

Che cosa sono gli AEE?

Per la normativa italiana la definizione di AEE – Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche – viene descritto dal D. Lgs. 49/2014. Sono AEE, e non rifiuti, “le apparecchiature che dipendono, per un corretto funzionamento, da correnti elettriche o da campi elettromagnetici e le apparecchiature di generazione, di trasferimento e di misura di queste correnti e campi e progettate per essere usate con una tensione non superiore a 1000 volt per la corrente alternata e a 1500 volt per la corrente continua”

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Dopo il primo contatto, e la visione del materiale organizzeremo il ritiro e il trasporto del materiale. 

Tutto il materiale verrà inventariato e valutato pezzo per pezzo.

Dopo aver formulato un offerta per l’acquisto dei cespiti, l’azienda ha la possibilità di accettare o meno l’offerta.

In caso di esito positivo organizzeremo il ritiro della merce in 4 giorni lavorativi dall’accettazione dell’offerta. 

Non dovrete far altro che contattarci  tramite i nostri form di contatto oppure telefonicamente. Al resto pensiamo noi. 

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I nostri risultati

Bitwo®, solo nel 2020 ha evitato lo smaltimento 457 tonnellate di materiale, ovviamente non sono tanti in realzione a tutti i RAEE in circolazione. Siamo felici di condividere con voi  i nostri risultati e siamo ancora più felici di aver reimmesso sul mercato 500 tonnellate di materiale nobile che ha avuto nuova vita. 

457 Tonnellate equivalgono al peso di circa 100 elefanti! 

In numeri

Stando alle stime, nel 2019 in Italia sono stati prodotti 363.000 tonnellate di rifiuti, siamo stati in grado di recuperare solo lo 0,14% rispetto al totale, siamo sicuri che quest’anno riusciremo a fare di meglio. 

I nostri clienti sono soddisfatti al 99% sia per i prodotti che per il prezzo! 

L’incidenza sui resi è pari al 5,3% in 12 mesi praticamente identico alle percentuale di resi dei prodotti nuovi! 

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